Linfociti alti e bassi: cosa significano

A cura del sangue.net teamAggiornato il

I linfociti sono i globuli bianchi specializzati nella difesa contro i virus e nella "memoria" immunitaria. Nell'adulto il valore assoluto è di solito, in modo indicativo, tra 1.000 e 4.000 per microlitro (circa 20–45% dei globuli bianchi); nei bambini è più alto. Linfociti alti (linfocitosi) si osservano spesso durante o dopo un'infezione virale; linfociti bassi (linfopenia) possono dipendere da infezioni acute, stress, cortisonici o altre terapie. Raramente l'alterazione è segno di una malattia del sangue.

In breve

  • Sul referto compaiono come "LYM", "LY" o "linfociti", in percentuale e in valore assoluto.
  • La linfocitosi più comune è reattiva, legata a virus come quello della mononucleosi.
  • Nei bambini i linfociti sono fisiologicamente più numerosi che negli adulti.
  • Una percentuale alta con valore assoluto normale di solito non ha significato.
In questa pagina
  1. Cosa sono i linfociti
  2. Valori normali dei linfociti
  3. Linfociti alti: cause possibili
  4. Linfociti bassi: cause possibili
  5. Esami che possono essere richiesti
  6. Quando parlarne con il medico
  7. Domande frequenti
  8. Fonti

Cosa sono i linfociti

I linfociti sono cellule piccole, con un grande nucleo rotondo, prodotte nel midollo osseo e maturate in parte nel timo e negli organi linfatici (linfonodi, milza, tonsille). Ne esistono tre gruppi principali:

  • Linfociti B, che producono gli anticorpi.
  • Linfociti T, che coordinano la risposta immunitaria e distruggono le cellule infettate.
  • Cellule NK ("natural killer"), che riconoscono ed eliminano cellule infettate o anomale.

L'emocromo conta i linfociti nel loro insieme, senza distinguere i sottogruppi: per quello servono esami specifici. La conta fa parte della formula leucocitaria, spiegata nella pagina sui globuli bianchi.

Valori normali dei linfociti

Linfociti: valori indicativi
FasciaLinfociti assoluti (×10³/µL)Percentuale
Adulticirca 1,0–4,0circa 20–45%
Bambini piccolivalori nettamente più altispesso oltre il 50%
Linfocitosi (adulto)sopra circa 4,0–
Linfopenia (adulto)sotto circa 1,0–

Valori indicativi: variano tra laboratori e soprattutto con l'età nell'infanzia. Fa fede il referto.

Linfociti alti: cause possibili

  • Infezioni virali: mononucleosi (virus di Epstein-Barr), citomegalovirus, epatiti, varicella, morbillo, rosolia e molte virosi comuni. Nella mononucleosi il referto può segnalare "linfociti atipici" o "reattivi", cellule attivate dalla risposta al virus.
  • Altre infezioni: pertosse (con linfocitosi spesso marcata nei bambini), toxoplasmosi, tubercolosi.
  • Fase di guarigione da un'infezione acuta.
  • Fumo, stress acuto, rimozione della milza.
  • Più raramente, malattie linfoproliferative, come la leucemia linfatica cronica, più frequente dopo i 60 anni, o alcuni linfomi. In questi casi la linfocitosi è di solito persistente, a volte con linfonodi ingrossati. Per approfondire vedi la pagina sulla leucemia.

Spesso la linfocitosi si accompagna a neutrofili un po' bassi: è un quadro tipico delle infezioni virali, che di solito si normalizza nel giro di alcune settimane.

Linfociti bassi: cause possibili

  • Infezioni acute, sia virali (influenza, COVID-19) sia batteriche importanti.
  • Stress fisico intenso: interventi chirurgici, traumi, ricoveri, sforzi estremi.
  • Farmaci: cortisonici, immunosoppressori, chemioterapia; anche la radioterapia.
  • Malattie autoimmuni (per esempio il lupus).
  • Infezione da HIV, che colpisce in particolare i linfociti T CD4.
  • Malnutrizione, abuso di alcol, malattie renali croniche.
  • Età avanzata: un lieve calo è comune.
  • Raramente, immunodeficienze congenite o malattie del sangue come alcuni linfomi.

Una linfopenia lieve e transitoria, ad esempio durante un'influenza, è molto comune e non richiede in genere approfondimenti. Se persiste o è marcata, il medico ne cerca la causa.

Esami che possono essere richiesti

A seconda del quadro, il medico può proporre:

  • Ripetizione dell'emocromo a distanza di alcune settimane.
  • Striscio di sangue, per valutare la forma dei linfociti.
  • Test sierologici per virus (ad esempio mononucleosi, citomegalovirus, HIV).
  • Tipizzazione linfocitaria (citofluorimetria), che conta i sottogruppi B, T e NK, se si sospetta una malattia linfoproliferativa o un'immunodeficienza.
  • Indici di infiammazione come PCR e VES, ed eventualmente un'ecografia dei linfonodi o dell'addome.

Quando parlarne con il medico

Quando rivolgersi al medico

  • Linfocitosi che persiste dopo alcune settimane, soprattutto dopo i 50–60 anni.
  • Linfociti alterati con linfonodi ingrossati, sudorazioni notturne, febbre senza spiegazione o perdita di peso.
  • Linfopenia persistente o infezioni frequenti e insolite.
  • Altre anomalie dell'emocromo associate (anemia, piastrine basse).

Quando chiamare il 112 / andare in Pronto Soccorso

  • Febbre alta con difficoltà a respirare, confusione o forte debolezza.
  • Mal di gola con difficoltà a deglutire la saliva o a respirare (può capitare, raramente, nella mononucleosi).
  • Dolore improvviso e forte nella parte alta sinistra dell'addome durante una mononucleosi, che può indicare un problema alla milza.

Domande frequenti

Linfociti alti e neutrofili bassi: è un'infezione virale?

È il quadro più tipico delle infezioni virali, ma non l'unico possibile. Se i valori tornano normali dopo qualche settimana, la spiegazione virale è la più probabile; il medico valuta insieme a te sintomi e andamento.

I linfociti alti possono indicare un tumore?

Raramente. Nella maggior parte dei casi la linfocitosi è reattiva. Una linfocitosi stabile nel tempo, soprattutto in età avanzata o con linfonodi ingrossati, merita invece un approfondimento con il medico ed eventualmente con l'ematologo.

Perché mio figlio ha i linfociti al 60%?

Nei bambini piccoli i linfociti sono normalmente più numerosi dei neutrofili, al contrario dell'adulto. Il referto dovrebbe riportare intervalli adeguati all'età; il pediatra sa interpretarli.

Cosa sono i linfociti atipici?

Sono linfociti "attivati", più grandi del normale, che compaiono soprattutto durante infezioni virali come la mononucleosi. Il termine non significa che siano cellule tumorali.

Il cortisone abbassa i linfociti?

Sì, i cortisonici riducono temporaneamente i linfociti circolanti e aumentano i neutrofili. Non modificare la terapia per questo motivo: parlane con il medico che la prescrive.

Fonti

  • Istituto Superiore di Sanità – ISSalute, www.issalute.it
  • MSD Manuals – versione per il pubblico, voci su linfocitopenia e linfocitosi
  • MedlinePlus (U.S. National Library of Medicine), medlineplus.gov
  • NHS, www.nhs.uk
  • AIRC – Fondazione per la Ricerca sul Cancro, www.airc.it