Donare il sangue: guida per chi vuole iniziare

A cura del sangue.net teamAggiornato il

Donare il sangue significa offrire, in modo volontario e gratuito, una parte del proprio sangue (o solo alcuni suoi componenti, come plasma e piastrine) che verrà usata per curare altre persone. In Italia può donare, di norma, chi ha tra 18 e 65 anni, pesa almeno 50 kg ed è in buona salute: il primo passo è contattare un'associazione di donatori o il Servizio Trasfusionale più vicino.

In breve

  • Il sangue non si può fabbricare in laboratorio: l'unica fonte sono i donatori.
  • In Italia la donazione è per legge volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita.
  • Si può donare sangue intero oppure, con l'aferesi, solo plasma o piastrine.
  • Ogni donazione è preceduta da una visita medica e il sangue donato viene sempre analizzato.
  • Chi può donare lo decide, caso per caso, il medico del Servizio Trasfusionale.
In questa pagina
  1. Perché donare il sangue
  2. Il viaggio di una sacca di sangue
  3. Chi può donare
  4. I tipi di donazione
  5. Dove donare in Italia
  6. Da dove iniziare
  7. Le guide sulla donazione
  8. Domande frequenti
  9. Fonti

Perché donare il sangue

Ogni giorno negli ospedali servono globuli rossi, plasma e piastrine: per gli interventi chirurgici, per chi ha avuto un trauma o un'emorragia, durante il parto, per le persone in cura per tumori e leucemie, per chi convive con malattie croniche come la talassemia e ha bisogno di trasfusioni regolari. Dal plasma, inoltre, si ottengono medicinali salvavita come albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione, indispensabili per esempio a chi ha l'emofilia.

Alcuni componenti si conservano poco: le piastrine solo pochi giorni, i globuli rossi alcune settimane. Per questo non bastano le donazioni "di emergenza": serve una rete di donatori periodici, che donano con regolarità durante tutto l'anno, anche d'estate, quando le donazioni tendono a calare.

Donare fa bene anche a chi dona, in un senso preciso: ogni donazione include un controllo medico e una serie di esami del sangue, che offrono al donatore un monitoraggio periodico della propria salute. Non è però un modo per "fare le analisi": chi ha bisogno di esami deve rivolgersi al proprio medico.

Il viaggio di una sacca di sangue

Dalla vena del donatore al letto del paziente, ogni unità segue un percorso rigoroso e tracciato in ogni passaggio.

Schema in sei tappe del percorso di una sacca: donatore, visita e prelievo, analisi di laboratorio, separazione in globuli rossi plasma e piastrine, conservazione, trasfusione al paziente
Dalla donazione alla trasfusione: ogni sacca è identificata da un codice che ne garantisce la tracciabilità.
  1. Selezione e prelievo. Il donatore compila un questionario, viene visitato dal medico e, se idoneo, dona.
  2. Analisi. Su ogni donazione si eseguono test obbligatori per le principali infezioni trasmissibili (tra cui HIV, epatite B, epatite C e sifilide) e la determinazione del gruppo sanguigno.
  3. Lavorazione. Il sangue intero viene centrifugato e separato in emocomponenti: globuli rossi concentrati, plasma e piastrine.
  4. Conservazione. Ogni componente ha la sua temperatura e la sua scadenza; il plasma può essere congelato o inviato all'industria per produrre farmaci.
  5. Distribuzione e trasfusione. L'unità compatibile viene assegnata al paziente dopo ulteriori controlli e trasfusa in ospedale.

Chi può donare

In linea generale possono donare le persone maggiorenni in buona salute, con un peso di almeno 50 kg e valori di emoglobina adeguati. Esistono poi sospensioni temporanee (per esempio dopo un tatuaggio, un viaggio in certe zone, un'infezione recente o una gravidanza) ed esclusioni permanenti legate ad alcune malattie. Tutti i dettagli sono nella pagina sui requisiti per donare il sangue. L'ultima parola spetta sempre al medico del Servizio Trasfusionale, che valuta ogni donatore per tutelare sia lui sia chi riceverà il sangue.

I tipi di donazione

Le principali modalità di donazione
TipoCosa si donaA cosa serve soprattutto
Sangue interoCirca 450 mL di sangue, poi separato in laboratorioGlobuli rossi per anemie, emorragie, chirurgia; plasma per uso clinico e industriale
PlasmaferesiSolo plasma; le cellule vengono restituiteMedicinali plasmaderivati e plasma per trasfusione
PiastrinoaferesiPiastrine (spesso con una parte di plasma)Pazienti onco-ematologici, trapianti, gravi piastrinopenie
Donazioni multicomponenteCombinazioni di due componenti nella stessa sedutaSu indicazione del Servizio Trasfusionale

Quale tipo di donazione è più adatto a te lo stabilisce il medico, anche in base al tuo gruppo sanguigno e alle necessità del territorio.

Per l'aferesi trovi una guida dedicata: donazione di plasma e piastrine.

Dove donare in Italia

In Italia il sistema trasfusionale è pubblico e fa parte del Servizio Sanitario Nazionale. La donazione avviene nei Servizi Trasfusionali degli ospedali (spesso indicati con sigle come SIT o SIMT) e nelle unità di raccolta gestite dalle associazioni e federazioni di donatori, autorizzate e collegate al servizio pubblico.

  • AVIS – Associazione Volontari Italiani del Sangue, la più diffusa sul territorio.
  • FIDAS – Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue.
  • Fratres – Consociazione Nazionale dei Gruppi Donatori di Sangue Fratres delle Misericordie d'Italia.
  • Croce Rossa Italiana, con i suoi gruppi di donatori.

Il coordinamento nazionale spetta al Centro Nazionale Sangue, che opera presso l'Istituto Superiore di Sanità, insieme alle strutture regionali di coordinamento. Sul sito del Centro Nazionale Sangue e su quelli delle associazioni trovi le informazioni aggiornate e i punti di raccolta della tua zona.

Volontaria, anonima e gratuita

La legge italiana sulle attività trasfusionali (legge 219/2005) stabilisce che la donazione di sangue ed emocomponenti è volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita. Il sangue non si compra e non si vende: chi dona non riceve compensi e chi riceve una trasfusione non paga l'unità. I lavoratori dipendenti hanno diritto a una giornata di riposo retribuita nel giorno della donazione.

Da dove iniziare

  1. Verifica i requisiti. Leggi chi può donare e quali sono le principali sospensioni: requisiti per donare.
  2. Contatta un punto di raccolta. Un'associazione o il Servizio Trasfusionale ti indicherà come prenotare la visita di idoneità.
  3. Preparati alla giornata. Cosa succede prima, durante e dopo: come funziona la donazione.

Le guide sulla donazione

Domande frequenti

Donare il sangue fa male?

Si avverte solo la puntura dell'ago, simile a quella di un normale prelievo. Il resto della donazione, che per il sangue intero dura circa dieci minuti, di solito non è doloroso.

Il sangue donato si recupera?

Sì. Il volume di liquido si ricostituisce in breve tempo, mentre per i globuli rossi e le riserve di ferro servono settimane: è il motivo per cui tra una donazione di sangue intero e la successiva deve passare un intervallo minimo stabilito dalla normativa.

Serve conoscere il proprio gruppo sanguigno per donare?

No. Il gruppo viene determinato dal Servizio Trasfusionale alla prima donazione e riportato sulla tessera del donatore. Tutti i gruppi sono utili; alcuni, come lo 0 negativo, sono particolarmente richiesti in emergenza.

Si viene pagati per donare il sangue?

No. In Italia la donazione è gratuita per legge. Sono previsti solo alcuni diritti, come la giornata di riposo retribuita per i lavoratori dipendenti e gli esami di controllo.

Si può donare il sangue per un familiare?

La donazione è anonima: il sangue entra nella rete trasfusionale e viene assegnato al paziente compatibile che ne ha bisogno. Diventare donatore periodico è il modo migliore per aiutare anche le persone care.

Fonti

  • Centro Nazionale Sangue – centronazionalesangue.it
  • Ministero della Salute – salute.gov.it
  • AVIS – Associazione Volontari Italiani del Sangue – avis.it
  • Istituto Superiore di Sanità – ISSalute – issalute.it
  • Legge 21 ottobre 2005, n. 219, "Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati"