Talassemia: tipi, portatore sano ed ereditarietà

A cura del sangue.net teamAggiornato il

La talassemia è una malattia ereditaria in cui l'organismo produce una quantità ridotta di una delle catene che formano l'emoglobina: le due forme principali sono l'alfa-talassemia e la beta-talassemia. Chi eredita un solo gene alterato è di solito un portatore sano (talassemia minor o trait), senza disturbi o con un'anemia lieve; chi li eredita da entrambi i genitori può sviluppare una forma grave, come la talassemia major, che richiede cure per tutta la vita. Un semplice esame del sangue permette di sapere se si è portatori.

In breve

  • È una malattia genetica: non si "prende" e non deriva da alimentazione o stile di vita.
  • Il portatore sano ha spesso globuli rossi piccoli (MCV e MCH bassi) con ferritina normale.
  • Se entrambi i genitori sono portatori di beta-talassemia, a ogni gravidanza c'è 1 probabilità su 4 di un figlio con la forma grave.
  • In Italia i portatori sono più frequenti in alcune aree, tra cui Sardegna, Sicilia e il Delta del Po.
  • Il test del portatore è consigliato prima di una gravidanza, idealmente a entrambi i partner.
In questa pagina
  1. Cos'è la talassemia
  2. Beta-talassemia
  3. Alfa-talassemia
  4. Come si eredita la talassemia
  5. Diffusione in Italia
  6. Sintomi
  7. Esami per scoprire se si è portatori
  8. Screening prima della gravidanza
  9. Come si cura la talassemia
  10. Domande frequenti
  11. Fonti

Cos'è la talassemia

L'emoglobina dell'adulto è formata da quattro catene proteiche: due catene alfa e due catene beta. Nelle talassemie un difetto genetico riduce o annulla la produzione di uno dei due tipi di catena. Il risultato sono globuli rossi più piccoli, con meno emoglobina e più fragili; nelle forme gravi il midollo lavora in modo inefficace e i globuli rossi vengono distrutti precocemente, con un'anemia importante.

Le talassemie fanno parte delle emoglobinopatie, il gruppo di malattie ereditarie dell'emoglobina che comprende anche l'anemia falciforme (drepanocitosi). Talassemia e anemia falciforme possono anche combinarsi tra loro nella stessa persona.

Beta-talassemia

Dipende da mutazioni del gene della catena beta, presente in due copie (una ereditata da ciascun genitore). A seconda di quante copie sono alterate e di quanto è grave la mutazione si distinguono:

  • Beta-talassemia minor (trait, portatore sano): una sola copia alterata. Di solito nessun sintomo o un'anemia lieve; l'emocromo mostra MCV e MCH bassi e spesso globuli rossi in numero normale o aumentato.
  • Beta-talassemia intermedia: due copie alterate ma con produzione residua di catene beta. L'anemia è moderata e la necessità di trasfusioni varia da persona a persona. Oggi si parla anche di forme "non trasfusione-dipendenti".
  • Beta-talassemia major (anemia di Cooley): due copie gravemente alterate. L'anemia severa compare nei primi anni di vita, di solito dopo i primi mesi, e richiede trasfusioni regolari per tutta la vita, insieme a cure per eliminare il ferro in eccesso che le trasfusioni accumulano.

Alfa-talassemia

I geni per la catena alfa sono quattro (due per ogni cromosoma). La gravità dipende da quanti ne mancano o non funzionano:

Forme di alfa-talassemia in base ai geni alfa alterati
Geni alteratiFormaCaratteristiche generali
1 su 4Portatore silentenessun sintomo, emocromo spesso normale o quasi
2 su 4Alfa-talassemia minor (trait)nessun sintomo o anemia lieve, MCV e MCH bassi
3 su 4Malattia da emoglobina Hanemia di grado variabile, a volte con necessità di trasfusioni
4 su 4Idrope fetale da emoglobina Bart'sforma molto grave che si manifesta già in gravidanza

Schema semplificato: esistono anche varianti e combinazioni che modificano il quadro.

Come si eredita la talassemia

Le talassemie si trasmettono con modalità autosomica recessiva: per avere la forma grave bisogna ereditare un gene alterato da entrambi i genitori. Due genitori portatori sani di beta-talassemia, a ogni gravidanza, hanno queste probabilità:

Schema di ereditarietà: due genitori portatori sani di beta-talassemia; a ogni gravidanza 25% di probabilità di figlio non portatore, 50% di portatore sano, 25% di talassemia major
Ereditarietà autosomica recessiva della beta-talassemia quando entrambi i genitori sono portatori sani.
  • 25%: figlio non portatore;
  • 50%: figlio portatore sano, come i genitori;
  • 25%: figlio con beta-talassemia major o intermedia.

Se invece è portatore uno solo dei genitori, i figli possono essere portatori sani (in media una volta su due) ma non sviluppano la forma grave. Per l'alfa-talassemia il calcolo è più complesso, perché dipende da quali e quanti geni sono alterati in ciascun genitore: è un tema da approfondire con un servizio di consulenza genetica.

Diffusione in Italia

Le talassemie sono più frequenti nelle popolazioni dell'area mediterranea, del Medio Oriente, dell'Asia meridionale e dell'Africa. In Italia la frequenza dei portatori di beta-talassemia non è uniforme: è più alta in alcune regioni e aree, in particolare in Sardegna, in Sicilia e nell'area del Delta del Po (tra le province di Ferrara e Rovigo), ed è significativa anche in altre zone del Sud. Con i movimenti di popolazione, però, il portatore può trovarsi ovunque: per questo l'informazione e il test sono utili a prescindere dalla regione di provenienza.

Sintomi

Il portatore sano nella maggior parte dei casi non ha sintomi e lo scopre per caso, da un emocromo con globuli rossi piccoli. A volte può avere una lieve stanchezza, ma non è una malattia che peggiora nel tempo.

Nelle forme gravi possono comparire, se non trattate, anemia severa con pallore, scarsa crescita, ittero, ingrossamento della milza e del fegato, deformità delle ossa del viso e del cranio dovute al midollo che si espande. Le cure moderne hanno cambiato profondamente la prognosi: oggi molte persone con talassemia major raggiungono l'età adulta, lavorano e formano una famiglia.

Esami per scoprire se si è portatori

  1. Emocromo. Un MCV e un MCH bassi, spesso con un numero di globuli rossi normale o alto, sono il primo indizio.
  2. Ferritina. Serve a distinguere il trait talassemico dall'anemia da carenza di ferro, che dà anch'essa globuli rossi piccoli. Le due condizioni possono anche coesistere.
  3. Studio dell'emoglobina (elettroforesi o cromatografia, con dosaggio di HbA2 e HbF). Nel portatore di beta-talassemia l'HbA2 è tipicamente aumentata.
  4. Test genetico. Necessario in particolare per confermare l'alfa-talassemia, che spesso non modifica l'HbA2, e per definire con precisione le mutazioni nella coppia a rischio.

Talassemia minor e ferro

Il portatore di talassemia ha globuli rossi piccoli ma di solito riserve di ferro normali: assumere ferro senza una carenza documentata non migliora l'emocromo e può far accumulare ferro in eccesso. Prima di qualsiasi terapia, il medico verifica la ferritina.

Screening prima della gravidanza

Sapere se si è portatori è particolarmente utile prima di cercare una gravidanza. Il percorso tipico è semplice:

  1. Uno dei partner fa il test. Emocromo e studio dell'emoglobina, su indicazione del medico o del consultorio.
  2. Se risulta portatore, si testa anche l'altro partner. Se uno solo dei due è portatore, non c'è rischio di forma grave nei figli.
  3. Se entrambi sono portatori, consulenza genetica. Un centro specializzato spiega i rischi e le opzioni disponibili, compresa la diagnosi prenatale (per esempio con villocentesi o amniocentesi) ed eventuali percorsi di procreazione medicalmente assistita con diagnosi preimpianto. Ogni scelta resta della coppia.

Se la gravidanza è già in corso, il test resta utile: va eseguito il prima possibile, così da avere tempo per gli eventuali approfondimenti.

Come si cura la talassemia

Il portatore sano non ha bisogno di cure. Le forme intermedia e major sono seguite in centri specializzati per le emoglobinopatie. Gli strumenti principali, scelti dagli specialisti caso per caso, sono:

  • Trasfusioni di sangue regolari, che correggono l'anemia: per molte persone con talassemia major la donazione di sangue è letteralmente vitale.
  • Terapia ferro-chelante, per eliminare il ferro accumulato con le trasfusioni e proteggere cuore, fegato e ghiandole endocrine.
  • Trapianto di cellule staminali emopoietiche, che in pazienti selezionati con un donatore compatibile può portare alla guarigione.
  • Nuove terapie, tra cui farmaci che riducono il bisogno di trasfusioni e terapie geniche, disponibili per alcuni pazienti e in continua evoluzione.

Quando rivolgersi al medico

  • Un emocromo con MCV e MCH bassi, soprattutto con ferritina normale.
  • Familiari con talassemia o portatori noti.
  • Progetto di gravidanza, per valutare il test del portatore nella coppia.
  • In una persona con talassemia nota: febbre, forte stanchezza, ittero più marcato, dolore addominale o urine scure.

Domande frequenti

Il portatore sano di talassemia è malato?

No. Il portatore sano (talassemia minor o trait) di solito non ha sintomi, conduce una vita normale e non sviluppa la malattia nel tempo. L'unica conseguenza pratica è la possibilità di trasmettere il gene ai figli e il fatto che l'emocromo mostra globuli rossi piccoli, da non confondere con una carenza di ferro.

Talassemia minor e anemia mediterranea sono la stessa cosa?

Nel linguaggio comune "anemia mediterranea" è usato per indicare la talassemia, in particolare la beta-talassemia, e spesso proprio la condizione di portatore. In medicina si preferiscono i termini più precisi: talassemia minor, intermedia o major.

Si può donare il sangue se si è portatori di talassemia?

La valutazione spetta al medico del centro trasfusionale, che considera i valori di emoglobina e i requisiti previsti. Puoi trovare indicazioni generali nella pagina sui requisiti per donare il sangue.

Se ho già un figlio sano, il rischio per il prossimo è più basso?

No. Se entrambi i genitori sono portatori, la probabilità di 1 su 4 vale per ogni gravidanza, indipendentemente da come sono nati i figli precedenti.

Come faccio il test per sapere se sono portatore?

Puoi chiedere al tuo medico di famiglia, al ginecologo o al consultorio. In genere si inizia con emocromo, ferritina e studio dell'emoglobina; il test genetico si aggiunge quando serve.

Fonti